Bresciaoggi, 20 novembre 93

Personaggi bresciani. Lo strano hobby di Marco Morocutti.

Lo smaschera-spiriti

"Quante voci fasulle vengono dall'aldilà"
Un comitato per controllare il paranormale

di Stefano Saglia

Una corda legata attorno al corpo con nodi molto larghi, un'antenna con una luce da far roteare nell'aria, un lungo tubo che amplifica le voci e il gioco è fatto. Con questi ingredienti potrete organizzare un'inquietante seduta spiritica, impressionare gli amici e far credere loro che avete facoltà paranormali. L'importante è rassicurarli che è tutto un gioco. I trucchi del mestiere sono stati smascherati dagli smentisci-fantasmi del Cicap, Comitato italiano per il controllo delle affermazioni sul paranormale. Una sorta di ghostbusters al contrario, impegnati non a sconfiggere i fenomeni dell'aldilà ma a confutare le tesi di chi crede senza porsi domande. Bresciaoggi si interessa del Cicap perché uno dei "San Tommaso" dell'associazione è nostro conterraneo. Si tratta di Marco Morocutti, imprenditore nel campo dell'elettronica in quel di Gussago. Il suo è un compito ben specifico: la psicofonia, ossia l'ascolto delle voci dei defunti attraverso radio e registratori.

I racconti del bresciano lasciano in diverse occasioni con un palmo di naso. Il suo è il tipico sguardo del vero appassionato che però si sposa perfettamente con lo specifico raggio d'azione. Fisico asciutto, quasi scheletrico, occhi sempre sgranati e ostentazione di quel pizzico di coraggio misto a sicurezza, necessario per occuparsi dell'occulto senza spaventarsi troppo. "Non ho paura delle maledizioni - dice -. Sono sicuro che nessuno muoverà forze occulte contro di noi. Penso sia più facile che chi crede di maneggiarle sia colpito".

Comunque non sono pochi i maghi, i medium e i "viaggiatori delle tenebre" che hanno lanciato le loro minacce agli uomini del Cicap. "Se le maledizioni fossero avverate - assicura Morocutti - Piero Angela sarebbe morto e sepolto da almeno dieci anni". Il famoso giornalista e scrittore è il nume tutelare del comitato.

Ma come lavora il nostro perito elettronico? È presto detto. Chi si è messo in contatto con l'aldilà tiene moltissimo a far conoscere la propria impresa. Morocutti si è rifornito di cassette e registrazioni e le ha analizzate scoprendo che si tratta sempre di bufale. Innanzitutto va detto che "i cari estinti" non parlano mai in modo chiaro. Pronunciano frasi incomprensibili. "Spesso è un condizionamento psicologico che convince a credere - afferma - di aver sentito frasi come "sono io", "sono tuo fratello", all'interno di suoni incomprensibili. Chi decide di fare queste esperienze ha comunque forti motivazioni. Tutti hanno avuto parenti stretti deceduti e vogliono parlare con loro. Anche i ricercatori più famosi hanno avuto gravi lutti in famiglia". Un esempio emblematico è dato dalla signora Gabriella Alvisi, una donna che perse in un incidente la figlia di soli 23 anni. Marco Morocutti ha analizzato le cassette fornite dalla Alvisi. Lei, come altri, si sintonizzava sulla radio a onde corte dove vengono trasmessi messaggi di ogni tipo, dalle comunicazioni in codice delle ambasciate, alle telescriventi, ai radioamatori, ai messaggi navali. La frequenza è la banda laterale unica, Ssb. La donna in questione era talmente motivata e decisa nella sua azione che giunse ad affermare: "Sono rimasta perplessa dal
significato che potrebbero avere misteriose navi di cui Essi parlano".

Il problema è che probabilmente si trattava di una nave turca in difficoltà che cercava aiuto.

Così lo smentisci-fantasmi di casa nostra chiarisce anche l'annosa questione dei messaggi subliminali incisi sui dischi rock: "È sempre una questione di convinzione. Se qualcuno mi dice che ascoltando un disco al contrario io sentirò la frase "sono maledetto" probabilmente io crederò di sentirla davvero".

Il Cicap ha organizzato ultimamente il suo terzo congresso durante il quale il gussaghese ha tenuto una relazione. La convention si è aperta con una seduta spiritica. Ecco il racconto di Morocutti: "Un prestigiatore, presentato come medium, si è fatto legare mani e piedi ad una sedia. Di fronte a lui e era un tavolo attorno al quale alcune persone si sono unite con le mani nella "catena medianica". È calato il buio. Qualche istante ed un campanello appoggiato sul tavolo ha iniziato a suonare. Una luce si è messa a volare nell'aria finché non abbiamo avvertito la voce di un'entità. Poi il medium. si è messo a levitare. Tutto molto suggestivo e affascinate, quasi vero, peccato che erano tutti trucchi". Il segreto è facilmente svelato: il prestigiatore ha sciolto subito i nodi ed ha suonato il campanello. La luce svolazzante non era altro che un antenna con all'estremità un sacchetto fosforescente. Le voci provenivano da un lungo tubo che falsava la voce. Mentre due uomini vestiti di nero uscivano dall'armadio e sollevavano il finto medium. Risolto il mistero risulta difficile pensare che molte persone cadono nel tranello. Eppure è cosi. "E specie chi viene truffato, spendendo denaro inutilmente, non denuncerà mai il responsabile per timore di essere schernito" aggiunge il perito elettronico.

Marco Morocutti, dicevamo, calza perfettamente i panni richiesti dal suo hobby. "Mi interesso di scienza da molti anni spiega. Mi sono occupato anche di ufologia. Ma sempre con atteggiamento scettico. Non nel senso negativo del termine, tengo semplicemente a verificare ciò che non mi convince. Il mio sogno è essere presente quando si manifesterà un fenomeno sconosciuto. Intanto però continuo a dubitare".