|
La Provincia Pavese, 2 gennaio 03 "Setta che mescola Ufo e scienza" L'esperto del Cicap: "non hanno prove, ma credono nel guru" di Roberta Rezoalli VOGHERA. Sono balzati agli onori della cronaca per l'annunciata clonazione di una bimba americana, Eve. Evento choc che ci ha fatto scoprire come i Raeliani, seguaci del guru Claude Vorilhon "Rael" (fondatore della setta che crede a un'umanità creata per clonazione 25 mila anni fa da extraterrestri), siano tra noi. Una dozzina di adepti tra Tortona, Voghera e l'Oltrepo, 500 in Italia. E se l'esistenza di questa comunità che crede negli Ufo come creatori-clonatori del genere umano ci sorprende, per Marco Morocutti, progettista elettronico nonché esponente del Cicap, Comitato italiano per il controllo delle Affermazioni sul Paranormale (quello di cui fa parte anche l'illusionista vogherese Massimo Polidoro), sono solo una variante delle sette ufologiche, moderne incarnazioni di fedi pronte a dare facili risposte a paure antiche. "Di sette ufologiche - dice Morocutti - ce ne sono diverse, quelle più classiche sono i contattisti. In generale si tratta di comunità guidate da un leader carismatico che ha incontrato ed è in contatto con gli extraterrestri. Un guru che dice di aver viaggiato sulle loro navi spaziali. Nei Raeliani questi contatti non ci sono, c'è solo la rivelazione iniziale, ossia l'incontro che Vorilhon ebbe sul Massiccio Centrale con un extraterrestre negli anni'70. Sia nel suo caso, che negli altri, mai questi personaggi hanno però portato prove tangibili che comprovino il contatto con gli alieni". Quello degli extraterrestri buoni, una specie di angeli rivelatori, sono un leit motiv di più sette. "Le testimonianze sono simili - dice Morocutti - si parla quasi sempre di alieni dai lunghi capelli, contrapposti a quelli cattivi, indicati sempre piccoli, grigi e con gli occhi da serpente. Costanti che ritroviamo in più racconti di queste sette, organizzate in modo da sviluppare la forte aderenza alla comunità". Vere e proprie fedi che, come dice l'esponente del Cicap, nulla hanno a che fare con l'ufologia: "Di per sè è più scientifica, indaga su fatti, siano essi tracce sul suolo o fotografie. Nei Raeliani c'è solo la testimonianza di un guru che con la sua filosofia semplice è capace di attirare più seguaci. Una "fede" che accompagnandosi a permissivismi nella sfera sessuale, diventa una facile ancora di salvataggio rispetto alle incertezze della vita". Torniamo agli alieni e alla scienza che poi sono il catalizzatore dell'interesse di molti. "La scienza non esclude l'esistenza di vita extraterrestre fuori dalla terra, non c'è motivo che quanto accaduto sulla terra non succeda nell'universo - dice Morocutti - Ma non risulta che alieni visitino il nostro pianeta. Semplice il motivo: non esiste un motore che riesca a superare la velocità della luce". E la clonazione? "Al di là dei divieti di legge il primo laboratorio che clonerà l'uomo raggiungerà un traguardo scientifico importante - continua -. E su questo i Raeliani si sono inseriti per ottenere il massimo della pubblicità. Hanno colto una formidabile occasione". Ma nel panorama delle sette ufologiche non sono mancate tragedie: "Con l'arrivo della cometa di Hale-Bopp - conclude - una setta in California impose il suicidio di tutti i 39 seguaci, guru compreso, per raggiungere la nave aliena che volava nascosta nella coda della cometa. Non è il caso dei Raeliani ... ". |